Museo del Vetro

Museo del Vetro

Percorsi e collezioni

Vetro contemporaneo

Il fascino del vetro come mezzo espressivo, oltre qualsiasi funzionalità specifica, è uno dei temi conduttori della ricerca e della sperimentazione soprattutto a partire dagli anni Ottanta del Novecento.

Da un lato, tra i maestri vetrai, emerge l’esigenza di andare oltre il ruolo di interpreti – esecutori di progetti altrui o di opere seriali – e di cimentarsi invece con creazioni proprie. D’altra parte, per molti artisti, il vetro – nelle sue infinite possibilità – diventa fonte d’ispirazione e strumento privilegiato d’espressione, in prima persona o attraverso una puntuale e fitta collaborazione con maestri e vetrerie.

Diversi e significativi gli esempi di queste tendenze esposti in sala, tra cui, per citarne solo alcuni, i complessi tessuti vitrei di Lino Tagliapietra, uno dei più sensibili e abili interpreti contemporanei delle tecniche muranesi, o le sinuose e delicate realizzazioni di Luciano Gaspari dei primi anni ottanta, o le ironiche creazioni di Maria Grazia Rosin e le multimateriche sperimentazioni di Cristiano Bianchin degli anni ‘90.

Sono presenti anche opere di artisti stranieri, per i quali il lavoro a Murano ha svolto un ruolo fondamentale, come il giapponese Yoichi Ohira, che predilige il vetro mosaico, intervenendo personalmente nella composizione, cui segue l’esecuzione affidata ai maestri della fornace Anfora, o l’americano Dale Chihuly che mosse proprio a Murano negli anni sessanta i primi passi del suo percorso artistico.

Questa sala, dedicata alla memoria di Marie Brandolini d’Adda, appassionata interprete e conoscitrice dell’arte muranese, è destinata a ospitare approfondimenti e iniziative a rotazione sul vetro contemporaneo.