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	<title>Museo del VetroIL VETRO A LUME Archivi - Museo del Vetro</title>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2016 10:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL VETRO A LUME]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questa mostra intende divulgare la grande valenza tecnica e artistica universalmente riconosciuta all'antica arte della lavorazione del vetro a lume, oggetto di studio e di proposta didattica. Scopri di più [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 25 giugno al 23 ottobre 2016</strong><br />
<strong>Murano, Museo del Vetro</strong></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p><strong>L’attività espositiva della Fondazione Musei Civici di Venezia al Museo del Vetro di Murano continua per l’estate 2016 con la mostra <em>Il Vetro a Lume</em>, a cura e con opere di Mauro Vianello, ospitata in Sala Brandolini dal 25 giugno al 23 ottobre</strong>.</p>
<p>La mostra è incentrata sulla lavorazione del “<strong>vetro a lume</strong>” (soffiato e non), un’arte antica che ha raggiunto oggi una straordinaria e universalmente riconosciuta <strong>eccellenza tecnico-esecutiva</strong> annoverando tutta una variegata tipologia di oggetti che non potevano essere ottenuti con la soffiatura in fornace e che dunque necessitavano di un lungo lavoro, oltre che di un’abilità fuori del comune,</p>
<p>Gli oggetti che si prestavano maggiormente alla lavorazione “a lume” – che raggiunge il suo ‘apogeo’ tecnico ed estetico nel corso del XIX secolo – erano soprattutto le <strong>perle</strong>, la cui produzione assorbiva la maggior parte della manodopera impiegata in questa attività. Dalla loro soffiatura e decorazione derivano tutti quegli oggetti che ebbero grande diffusione nel corso dell’Ottocento: dalle <strong>boccette porta profumo</strong> o <strong>porta sali</strong> per ornare le cinture delle signore, fino ad arrivare all’arte raffinata e complessa delle <strong>murrine millefiori o figurate</strong>, in cui eccelse un personaggio di primo piano quale fu Giacomo Franchini (attivo intorno alla metà del secolo) che, con i mezzi limitati di questa lavorazione, realizzò canne figurate di raffinato virtuosismo tecnico tali da rivaleggiare con i miniaturisti più esperti delle arti figurative.</p>
<p>Tra i soggetti più complessi realizzati “a lume” vi è certamente quello detto degli “<strong>zoo di vetro</strong>” &#8211; aventi come soggetto animali -, la cui produzione si è poi affermata nel corso del Novecento. Vi sono inoltre esempi di vetro soffiato a lume del periodo <em>déco</em> a Venezia, influenzati da produzioni nordeuropee, che rappresentano <strong>cigni</strong>, <strong>cicogne</strong>, <strong>cervi</strong> e<strong>animali</strong> <strong>vari</strong>, tutti prodotti a lume ma tramite la tecnica del vetro soffiato e argentato al mercurio.</p>
<p>Nell’Ottocento la realizzazione di animali o di soggetti botanici in vetro aveva una funzione principalmente didattica ed era destinata ai musei di storia naturale e alle università che, per quelle specie, soprattutto marine (che non potendo essere impagliate dovevano necessariamente essere realizzate con altra tecnica che ne riproducesse le forme complesse e le peculiari colorazioni) trovò il suo <em>optimum</em> proprio nel vetro modellato a lume.</p>
<p>In questa attività furono pionieri ed eccelsero i boemi <strong>Blaschka</strong>: <strong>Leopold</strong> (1822- 1895) ed il figlio <strong>Rudolf</strong> ( 1857 &#8211; 1939), i quali realizzarono i loro soggetti &#8211; molluschi ed ogni sorta di <strong>invertebrati marini</strong> tra cui emergono, per vivezza di risultati, le complesse e numerose specie di <strong>meduse</strong> &#8211; sulla base dei disegni forniti dagli zoologi e dai botanici, che poi riproducevano in tridimensionalità.</p>
<p>A Venezia molti sono i maestri che si sono distinti nella lavorazione a lume. Tra coloro che hanno dedicato i loro maggiori sforzi alla creazione di opere a soggetto naturalistico, con soluzioni del tutto personali, si annovera il veneziano, ma muranese d’adozione, <strong>Mauro Vianello</strong> (1963) &#8211; artigiano-artista del vetro a lume, grande cultore e studioso dell’arte dei Blaschka &#8211; di cui questa mostra presenta una selezione di opere che possono a ragione definirsi in continuità e ispirate all’arte degli artisti boemi, ma che sono state realizzate affiancando anche il contributo della cultura veneziana. Soprattutto nell’utilizzo del<strong>colore</strong>, ispirato all’arte pittorica del grande periodo pittorico rinascimentale veneziano e a quella della vetreria muranese tra XIX e XX secolo.</p>
<p>Sono proprio gli <strong>inediti e complessi effetti cromatici</strong> utilizzati nel momento di rinascita e creatività dell’arte muranese che Vianello fa propri – <strong>dall’avventurina al girasol, dall’acquamare al rubino</strong>, fusi insieme ad altri smalti e unendo a volte la <strong>foglia d’oro e d’argento</strong> &#8211; per mezzo dei quali il suo personalissimo “habitat” fatto di <strong>animali in vetro</strong>, molto spesso di ambito marino, prende vita, restituendoci tutta la bellezza e il fascino di un’arte dagli esiti davvero sorprendenti.</p>
<p>_</p>
<p><strong>Si ringrazia</strong> Effetre Murano</p>
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