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Immagine del Museo

L’Ottocento: dalla crisi alla rinascita

Questa nuova sezione permanente del percorso espositivo, ospitata nelle ex Conterie e aperta al pubblico dal 2025, concentra l’indagine sulla produzione vetraria del XIX secolo, attraverso alcune centinaia di oggetti, molti dei quali mai esposti prima e sinora conservati nei depositi.
Ad essere raccontate sono le travagliate e affascinanti vicende della produzione vetraria muranese dell’Ottocento, dalla crisi derivata dalla caduta della Repubblica di Venezia (1797) alla rinascita dell’arte e al suo pieno sviluppo nella seconda metà dell’Ottocento grazie a maestri e imprenditori che hanno saputo introdurre le loro competenze per far rivivere il glorioso passato dell’isola.

Per tutta la prima metà dell’Ottocento l’economia di Venezia è caratterizzata da una grave crisi delle attività industriali e commerciali. Il settore vetrario è uno dei più colpiti e la produzione del vetro artistico cessa quasi del tutto, anche a causa della predilezione da parte del mercato per gli stili vetrari di altri paesi europei quali la Boemia e l’Inghilterra.
I primi segnali di una rinascita del vetro artistico veneziano risalgono all’incirca al quarto decennio dell’Ottocento, in concomitanza con un rinnovato interesse per i vetri antichi veneziani da parte dei musei internazionali e dei collezionisti. In questo periodo si riscontrano infatti alcuni tentativi, da parte di imprenditori, tecnici e maestri vetrai, di recuperare antiche tecniche tradizionali e rare tipologie di materiali vitrei.

Ottocento

Il perlaio Domenico Bussolin ripropone per primo nel 1838 la lavorazione dei vetri soffiati a filigrana, seguito qualche anno più tardi, dal 1845 al 1848, da Pietro Bigaglia, appartenente ad un’antica famiglia di vetrai muranesi. A Bigaglia è da attribuire anche l’invenzione del vetro granito, un impasto vitreo realizzato ad imitazione del granito naturale, con il quale egli crea vasi di grandi dimensioni dalle forme classicheggianti. Molti di questi manufatti vengono donati da Bigaglia stesso al Museo del Vetro nel 1861, anno della fondazione del museo e degli archivi. Il tecnico Lorenzo Radi recupera invece nel 1840 la tecnica del mosaico a foglia d’oro e nel 1856 riscopre dopo lunghe ricerche la composizione del vetro calcedonio.
Dopo la metà del secolo la situazione della produzione vetraria di soffiati artistici si evolve positivamente. Nel 1854 viene fondata la Fratelli Toso, destinata a diventare una delle vetrerie più rinomate nel panorama artistico muranese dell’Ottocento e del Novecento, mentre nel 1859 l’avvocato vicentino Antonio Salviati apre a Venezia uno stabilimento per la produzione di mosaici. Nel 1866 dà vita a una fornace di vetri soffiati con la quale avviene la rinascita vera e propria, documentata nel percorso museale con preziose coppe, calici e altri oggetti. I soffiati prodotti dalla Salviati sono talvolta fedeli riproduzioni dei modelli di epoca rinascimentale e barocca, in altri casi i tipi antichi vengono reinterpretati con libertà e fantasia e arricchiti con una ricca policromia e con dettagli decorativi tipicamente ottocenteschi.

Ottocento

Il nuovo allestimento propone anche una sezione dedicata alla ripresa delle forme e tecniche dei modelli archeologici romani e preromani, ai quali le vetrerie dell’isola rivolgono il loro interesse dagli anni settanta del secolo. La lavorazione che riscuote maggiore successo è senza dubbio quella del vetro-mosaico o murrino, associata in modo particolare al nome di Vincenzo Moretti. Altri vetri ispirati all’antichità romana sono i fondi d’oro graffiti, le riproduzioni degli antichi vetri reticolati o “diatreta” e i vetri a cammeo. I vetri “Corinto” dalle forme archeologiche in miniatura, a fondo scuro o a macchie policrome con foglia oro o d’argento, sono una specialità della vetreria Francesco Ferro & Figlio.
Alla fine dell’ Ottocento i modelli proposti dalle fornaci muranesi, pur di pregevolissima fattura, sono ancora stilisticamente rivolti al passato, mentre ormai in tutta Europa si impone l’Art Nouveau.

Ottocento